Madmen to be Loved

1 dicembre, 2015 Lascia un commento

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“Il paziente può, alla fine, abbandonare la sua malattia solo se l’analista è arrivato  a conoscere e amare, a un livello significativo, le gratificazioni di quella malattia, in modo che l’esperienza di perdita della malattia può diventare per entrambi una reciproca e condivisa esperienza di perdita”.

Harold F. Searls, My Work with Borderline Patients

Beloved Women

16 novembre, 2015 Lascia un commento

sandali bn

Ci sono le Donne.

E poi ci sono le Donne Donne.

E quelle non devi provare a capirle,

sarebbe una battaglia persa in partenza.

Devi prenderle e baciarle, e non dare loro il tempo di pensare.

Devi spazzare via, con un abbraccio che toglie il fiato,

quelle paure che ti sapranno confidare una volta sola,

una soltanto, a bassa, bassissima voce.

Perché si vergognano delle proprie debolezze e, dopo avertele raccontate, si tormenteranno – in un’agonia lenta e silenziosa –

al pensiero che, scoprendo il fianco, e mostrandosi umane

e fragili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,

vedranno le tue spalle voltarsi ed tuoi passi allontanarsi.

Perciò prendile e amale.

Amale vestite, che a spogliarsi son brave tutte.

Amale indifese e senza trucco, perché non sai quanto gli occhi

di una donna possano trovare scudo dietro un velo di mascara.

Amale addormentate,

un po’ ammaccate quando il sonno le stropiccia.

Amale sapendo che non ne hanno bisogno:

sanno bastare a sé stesse.

Ma, appunto per questo,

sapranno amare te come nessuna prima di loro.

Alda Merini

Categorie:poesia, Uncategorized

Leaves all around life

11 novembre, 2015 Lascia un commento

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La vita – è il solo modo

per coprirsi di foglie,

prendere fiato sulla sabbia,

sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

“Un appunto”, di Wislawa #Szymborska, in Attimo

Franciscan Land

2 novembre, 2015 Lascia un commento

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“Così, come Paolo di Tarso,
sono stato disarcionato,
sono stato buttato per terra,
e miracolosamente mi sono rialzato nudo.
Allora ogni elemento terreno
ha assunto uno splendore senza pari.
Ho visto il significato dell’acqua,
il perché senza colpa
del filo d’erba
che brucia sotto il sole.
Ho capito il piacere del piede nudo
che divora la terra piena di asperità
e che queste spine le sente
come spine di Dio.
Giorno per giorno
ho vissuto il calvario,
e la mia pazzia
ha entusiasmato molti”.

Alda #Merini, Mistica d’amore, Sperling & Kupfer, Milano 2010, pp. 333

Foto: Greccio, provincia di Rieti

Nothing but Good

25 ottobre, 2015 Lascia un commento

pineto  “Vi arrivai nella prima giovinezza, una mattina, molta gente andava svelta per le vie verso il mercato, le donne avevano bei denti e guardavano dritto negli occhi, tre soldati sopra un palco suonavano il clarino, dappertutto intorno giravano ruote e sventolavano scritte colorate. Prima d’allora non avevo conosciuto che il deserto e le piste delle carovane. Quella mattina a Dorotea sentii che non c’era bene della vita che non potessi aspettarmi. Nel seguito degli anni i miei occhi sono tornati a contemplare le distese del deserto e le piste delle carovane; ma ora so che questa è solo una delle tante vie che mi di aprivano quella mattina a Dorotea”.

Italo #Calvino, Le città invisibili, Milano, Mondadori, 2002, pg.9

Categorie:Libri, Uncategorized

Wolves or Monkeys?

19 agosto, 2015 Lascia un commento

2072937378 … in ogni storia narrata dalle scimmie troveremo anche un lupo. E il lupo ci dice – è questa la sua funzione nella storia – che i valori della scimmia sono rozzi e inutili. Ci dice che ciò che conta nella vita non è mai una questione di calcolo. Ci ricorda che ciò che ha davvero valore non può essere quantificato o barattato. Ci rammenta che a volte dobbiamo fare ciò che è giusto, quali che siano le conseguenze. Tutti noi, penso, siamo più scimmia che lupo. In molti di noi il lupo è stato quasi del tutto cancellato dalla narrazione delle nostre vite. Ma è a nostro pericolo che permettiamo al lupo di morire. Alla fine i complotti della scimmia non porteranno a nulla; l’intelligenza della scimmia ti tradirà e la sua fortuna si esaurirà. Sarà in quel momento che scoprirai ciò che è veramente importante nella vita. E non si tratterà di quello che ti hanno procurato i tuoi complotti, le tue capacità e la tua fortuna, ma di ciò che resta quando complotti, capacità e fortuna ti avranno abbandonato. Tu sei molte cose. Ma il tu più importante non è quello che ordisce complotti: è quello che resta dopo che sono falliti. Il tu più importante non è quello che si compiace della tua astuzia: è quello che resta quando l’astuzia ti lascia per morto. Il tu più importante non è quello che cavalca la fortuna: è quello che resta quando la fortuna ti gira le spalle. Alla fine la scimmia ti deluderà sempre. La domanda più importante che puoi farti è: quando ciò accade, chi e che cosa  resta? Ci ho messo molto tempo, ma alla fine credo di avere capito perché ho amato Brenin così tanto e perché sento così dolorosamente la sua mancanza, adesso che non c’è più. Brenin mi ha insegnato qualcosa che la mia vasta cultura non poteva insegnarmi: che in una qualche antica parte della mia anima viveva ancora un lupo.

Mark #Rowlands, “Il lupo e il filosofo”, Oscar Mondadori, Milano, (2008), 2015, pp.9-10

Categorie:Uncategorized

The Wolf, or the Clearing in the Woods

15 agosto, 2015 Lascia un commento

lupo Il lupo è naturalmente anche se ingiustamente, il tradizionale emblema della faccia oscura dell’umanità. Il che è paradossale sotto molti punti di vista, non ultimo quello etimologico. In greco, “lupo” si dice lykos, una parola così simile all’aggettivo leukos, “bianco”, “splendente” (e quindi tale da evocare la luce), che i due termini sono stati spesso associati. Può darsi, quindi, che tale associazione sia derivata semplicemente da errori di traduzione, oppure che fra le due parole ci fosse un nesso etimologico più profondo. Ma, quale che fosse la ragione, Apollo veniva considerato il dio sia del sole sia dei lupi. E in questo libro è proprio il collegamento tra il lupo e la luce l’elemento importante. Pensate al lupo come a una radura nella foresta. Nelle viscere della foresta ci può essere troppo buio per riuscire a vedere gli alberi, mentre la radura è il luogo che consente a ciò che era nascosto di essere svelato. I lupo, come cercherò di dimostrare, è la radura dell’anima umana. Il lupo svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi, ovvero ciò che quelle storie dimostrano ma non dicono.

Mark Rowlands, “Il lupo e il filosofo”, Oscar Mondadori, Milano, (2008) 2015, pg. 5

Categorie:Uncategorized
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