His Majesty, Paolo Poli

Papà carabiniere, mamma maestra montessoriana, formazione gesuitica, laurea in letteratura francese.
Tante sorelle, una diversità capita subito e mai rinnegata.
E’ uscito il libro-biografia su Paolo Poli, scritto da Giovanni Pannacci per l’editore Giulio Perrone.
Paolo Poli è immenso.
Originalità.
Unicità.
Rigore.
Libertà.
Ironia sopraffina.
Autoironia travolgente.
Propensione al rischio di essere felice.
Vita dedicata alla parodia.
Paolo Poli è svettato anche stasera, nel salotto di Fabio Fazio, in tutta la sua immensità: il pubblico sente che è vero, strutturato, in ogni parola detta si avverte la sostanza delle centinaia di libri letti. All’origine di questo destino forse una scelta: essersi abbracciato nella libertà-diritto di essere se stesso. E di non farsi fermare da chi lo voleva diverso da quello che era. Serve coraggio per questo, mettere in conto un grande rischio, accettare solitudine e forse la mancanza di trombe e allori. Ma da quel punto in poi c’è la vita.
Ascoltandolo e godendo della sua bellezza autentica, ho pensato ad una canzone di Piero Fabrizi interpretata da Fiorella Mannoia che gli voglio dedicare:
“Cuore di pace”
Cuore di pace
naturalezza che trascende e benedice
destino grezzo di diamante che riluce
di puro amore.
Mia concretezza
mio inconfessabile perdono, mia certezza
mia unica resa, mio abbandono, mia promessa di unico amore.
Mai mai, mai mai, tu non dimenticarmi mai
Mai mai, mai mai, tu non dimenticarmi mai.
Cuore distante
stella polare del mio vivere viaggiante
mia indispensabile fortuna, mia costante mio ritornare
Mai mai, mai mai, tu non dimenticarmi mai
Mai mai, mai mai, tu non dimenticarmi mai
Vivrai di libertà, vivrai di vero amore
vivrai di libertà, vivrai di vero amore.
