Coaching Management
Tramontato il paradigma realistico della conoscenza in termini di corrispondenza tra linguaggio e realtà, quest’ultima risulta essere l’esito di un costrutto interpretativo. Ogni sapere è la messa in atto di un processo relazionale con le cose, con se stessi, con gli altri; la realtà non è oggettiva ma consensuale, non è data ma è costruita. Il paradigma costruttivista, come testimoniano queste affermazioni, ha da qualche tempo preso piede negli studi e nelle pratiche organizzative dando rilievo e nuovo impulso all’azione creativa e ideativa dei soggetti, in particolare di coloro chiamati a guidare risorse umane. In quest’ottica il significato non va ricercato nelle cose ma deve essee prodotto nella relazione con esse, realizzando in questo modo “il passaggio dalla verità al senso della verità“. Questo è anche il nuovo compito del manager, il quale, per corrispondere in modo adeguato al ruolo di direzione e guida dei propri collaboratori, deve diventare “soggetto poietico”, artefice di significati. In linea con questi presupposti uno degli obiettivi più importanti del coach sarà dunque quello di aiutare il proprio manager-coachee a svolgere tale funzione costruttiva. La creazione di significati è vitale per le organizzazioni al fine di generare identità, comunanza di valori e obiettivi, ma anche per costruire ordine, coesione, offrire stabilità e garantire una maggior prevedibilità per le proprie azioni.
Contesini, Frega, Ruffini, Tomelleri, “Fare cose con la filosofia”, Milano, Apogeo, 2005, pp.169-170